IL CONSIGLIO In carica dal novembre 2008 al novembre 2012 |
LA STORIA DEL MOTOCLUB MISINTO Correva l'anno 1971 e la leggenda narra che, in uno striminzito bar in Piazza Statuto, in un bugigattolo di locale adibito anche a ripostiglio, con il cesso di un metroquadro là fuori nel cortile, alcuni amici con il pallino della moto diedero vita ad un motoclub.
Ed è qui, in questo sito compresso e grigio di fumo, che nasce il club. Il nome ? Giacomo Agostini sta sulle palle a quasi tutto il gruppo : è ricco, antipatico, fa il divo, non caga nessuno. Non come quel quattrocchi di Pasolini, umile e disponibile, uno dei tanti, uno dei nostri. E vuoi mettere Saarinen ?
Ecco trovato il nome ! motoclub Misinto “ Angelo Bergamonti “. Si parte, con in sella un presidente scoppiettante, fumantino ma pieno di idee, umorale ma acuto e con la mente veloce. Ed è anche Re ( Adriano, nino per gli amici ). Ha acceso il motore e guida la creatura con forza e brio per più di due anni, per consegnarla poi al caro amico Renato, un Cristo alto quasi due metri, più docile e riflessivo. Che governa ancora oggi, nel 2009. L' ATTIVITA' Quella d'inizio ? Mah , bisogna chiederlo al Re, è un po' che diserta. Sicuramente si va al primo motoraduno di Gussola, dagli amici di Bergamonti. E, mio Dio, che ferri in partenza da Misinto ! Un'avventura che neanche la Parig-Dakar. Si va con chiavi e ricambi, centosessanta chilometri non sono mica uno scherzo per certi attrezzi a scoppio. ………. Non c'è più il sapore di quelle cose lì. (…….) . A Gussola c'è il gemellaggio con il locale, omonimo motoclub. Ci andiamo da 35 anni al motoraduno, quasi sempre a pasquetta. Iscrizione, panino e bibita, benedizione al monumento con discorso delle autorità, sgasata dei motociclisti, bacio alla signora Bergamonti ed alla figlia, giro turistico, giro dei bar, ristorante, ancora bar e ritorno. Il prete è sempre quello, una gran pellaccia.
" un locale ci sarebbe " ci fa sapere un giorno il Sindaco. Nel seminterrato della scuola elementare, ma c'è da fare un laurà de la Madòna. Con un entusiasmo da ragazzini si mobilitano tutti i rappresentanti di arti e professioni e dell'avanzato fai da te del nostro giro. Non si paga rigorosamente nessuno o quasi ( la posa dei pavimenti va fuori in vino), il Comune non ci dà una lira ma ci lascia fare. Così, finalmente, abbiamo una sede di sessanta metriquadrati netti, con la segreteria informatizzata, la TV satellitare ed un arredo gradevole. La sede propria, con la chiave, ti cambia la vita ( di club). Se è anche bella e con tutte le sue cose, la gente arriva, non c'è niente da fare.
Ma c'è anche la moto d'epoca gruppo 3, con 700 balle di paglia da mettere e togliere nel centro del Paese; il gruppo uno e ancora motoraduni, dopo una sosta seguita a 14 edizioni. E altro, che a dirlo stufa te che leggi e che magari non sei uno di noi. Ma sai che poi abbiamo ampliato anche la sede ? Uno sballo ! Abbiamo fregato il locale del vino agli anziani, quaranta metri. Un fattaccio finito con il perdono presunto di quella brava gente lì, che in fondo ci andiamo d'accordo. E ci abbiamo infilato una bella segreteria, indipendente, con la porta a vetri, per un minimo di privacy e di silenzio. Infatti è il locale più affollato, a parte il locale fumatori. E davvero abbiamo anche il locale fumatori, fuori, all'aperto ( per vendetta ci soffiano dentro il fumo dalle finestre ).
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